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July 13 CRONACHE DI UNA PAZZIAAL GIORNO D'OGGI QUANTE PERSONE SI DEFINISCONO PAZZE??? TANTISSIME NO?
TANTO CHE ORMAI NELL'USO COMUNE IL "PAZZO" NON E' PIU' UN AGGETTIVO NEGATIVO, ANZI LO SI RISPONDE CON "GRAZIE" COME SE FOSSE UN COMPLIMENTO. PER CUI MI SONO MESSO AD ANALIZZARE QUESTA "PAZZIA" DA CHE DERIVA PERCHE' UNA DONNA SI DEFINISCE PAZZA? BEH PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE FA COSE FUORI DAL COMUNE, PERCHE' FA DELLE COSE NON CONSONE AL SUO RUOLO. PER ESEMPIO ECCO ALCUNE CARATTERISTICHE CHE PORTANO LA DONNA ALLA PAZZIA ESUBERANZA ATTIVITA' SPONTANETA' ALLEGRIA VOCE ALTA SCLERI PER STRESS PAROLE SENZA SENSO SCELTE AMBIGUE
GUSTI PARTICOLARI RISATA IMMEDIATA RISATA INTERMINABILE RISATA INDETERMINATA DECISIONI AFFRETTATE COMPORTAMENTI SEMI-MASCOLINI SUPERAMENTO DEI PROPRI LIMITI (SPESSO ALCOLICI) ECCO FACENDO UN RAPIDO CALCOLO LA PAZZIA NON E' NIENT'ALTRO CHE STUPIDE ESPERIENZE GIOVANILI O ALLEGRIA DA ADOLESCENTE PER GLI UOMINI IL DISCORSO E' UN PO DIVERSO PERCHE' ALLA LISTA PRECEDENTE BISOGNA AGGIUNGERE ANCHE RISSA FACILE E GUIDA SPERICOLATA TRAGO LE MIE CONCLUSIONI DICENDO CHE LA PAZZIA PER LE DONNE NON E' NIENT'ALTRO CHE ESUBERANZA DA DONNA MENTRE PER GLI UOMINI LA PAZZIA VARIA, COME PUO ESSERE SIMILE ALLE DONNE COME PUO' RENDERTI UN PERFETTO CRIMINALE E VI SALUTO DICENDO: DIFFIDATE DALLE FALSE PAZZE PERCHE' E' FACILE METTERE SUL BLOG LE FOTO MIGLIORI PER DIMOSTRARE CHE SI E' BELLE E FELICI QUANDO AVEVE UN FEGATO ROSICATO E VOI ALTRE PAZZE CHE FATE LE "PRESUNTE" CRIMINALI O LE EMO DEPRESSE SUL VOSTRO PROFILO O BLOG, RENDETEVI CONTO DI QUANTE STRONZATE SCRIVETE, CHE PROPRIO VOI SIETE LE DONNE PIU' FELICI E PIU' SERIE CHE VI SI POSSANO TROVARE SULLA TERRA (ODDIO FINO AD ORA HO TROVATO SOLO 1 EMO SERIO) July 08 PERCHE' E' COSI?SECONDO RACCONTO DI LUCA DE FILIPPO:
Era notte fonda e Bessa stava tornando a casa da una solita serata con la compagnia, anzi la crew passata a reppare e a fumare canne tutti insieme, infatti era un po intontito. Camminava lentamente e ogni tanto si appoggiava a qualche muro finchè piano riuscì ad arrivare al cancello delle palazzine dove abitava, arrivò al centro del parco dove tra alberi e panchine c’era una statua di Gesù su un piedistallo con braccia aperte, passo dopo passo Bessa si trascinava sempre più sotto a questa scultura. Arrivato ai piedi della statua si fermò e cominciò a guardarla con il capo piegato su un lato, dopo poco lo riaddrizzò e lo piegò sull’altro lato, si mise anche le mani in tasca “è normale questa cosa?” esordì il ragazzo dando del tu alla divinità “dimmi tu se è normale questa cosa. È possibile che io mi devo trovare qui a vivere questa vita insulsa? Cosa ho fatto di male per meritare tutto questo? Credi che non mi sarebbe piaciuto vivere come un figlio di un imprenditore o di un avvocato, magari dottore? Vivere nel lusso, niente che mi fosse mancato, bella vita. E invece sono qui, ogni mattina mi alzo alle 6 per andare a lavorare fuori paese per mantenere una famiglia, loro si alzano a mezzogiorno per studiare quelle quattro stronzate e fare bella figura all’università,e io che invece la scuola l’ho dovuta lasciare per salvare una famiglia. Loro con quelle macchine importanti e io devo fare l’autostop se perdo l’autobus oppure perdo il lavoro, e credi che ci sia qualcuno che mi dia una mano? O qualcuno che si fermi e mi aiuti?” Il ragazzo cominciava ad alterarsi, agitava anche le mani “mio padre, mio padre è sparito da quando avevo 16 anni, e da allora ho cercato di fare di tutto per salvare la mia famiglia. Mia mamma da sola che non ci riusciva a mantenere tutti e tre, e quei riccastri con lo stipendio di uno mangiano in sette. Loro che vanno in locali esclusivi mentre io mi devo accontentare del bar all’angolo, che a stento lava i bicchieri. Loro pippano cocaina tutto il giorno e nessuno li ferma mentre io devo stare attento che i carabinieri non mi arrestino per un pezzo di fumo che fa schifo, e non so neanche se mi sto fumando il copertone delle ruote dell’auto oppure una busta di plastica. È giusta la vita? Dimmi se è giusta? Non credo che sia giusto cosi, avrei potuto avere di melgio e invece sono qui, tutto fatto dato che è l’unico sfogo che ho. E dopo tutto questo devo anche sentirmi chiamare zingaro? Oppure pezzente mi si addice meglio?” intanto Bessa si girava tra le mani il coltello a serramanico che aveva nella tasca “e mi vorresti dire che loro sono i buoni di questa terra e io sono il cattivo, loro la devono pagare per questo, non tollero che qualcuno mi dica che sono uno zingaro perchè io sono più uomo di loro, io ho vissuto davvero la vita e non l’ho letta da un libro, ed è inutile che dicono che non è vero, che è un romanzo, che esiste solo in America o al sud, esiste anche qui e la prova sono io” dopo questo discorso ci fu un attimo di silenzio, si fece il segno della croce e salì a casa July 03 UN RACCONTO DI: LUCA DE FILIPPOLA PUTA
di Luca De Filippo
"Avevo solo 17 anni quando l’ho conosciuto, sembrava diverso da tutti quei fidanzati che ho avuto in passato e io già non godevo di una buona fama tra i ragazzi, perché non sono mai riuscita a stare con una persona più di una settimana, e di amori già ne avevo provati e cambiati tanti nella mia vita. Ma i miei amori erano solo diciottenni assetati di sesso che avrebbero voluto il mio corpo, e in nessuno di loro sono riuscita a trovare una scintilla. Ad una festa conobbi lui, un architetto trentatrenne. Sembrava proprio un vero uomo, uno che si è fatto da solo, con il fisico da “mangio e non ingrasso”, con le spalle da “butto giù a terra i muri” e lo sguardo da “attento a ciò che fai”…e io non sono stata attenta a ciò che ho fatto: subito gli mostrai la mia tecnica migliore di seduzione e lui non perse tempo per farmi sua, tempo di una sera ed eravamo già distesi sul suo letto. Quell’uomo ricco di esperienza mi ha mostrato per la prima volta che significa il sesso, e non come quei diciottenni fieri di brandire il loro coso e che poi hanno paura di utilizzarlo…lui mi fece sentire una donna. Da quel giorno ho cominciato a frequentarlo sempre di più, e ogni sera avevo l’emozione di sentirmi veramente donna, e lui era entusiasta di me, era letteralmente preso. Con lui ho sperimentato anche altre forme di godimento che non avevo mai provato prima, ho provato il sesso anale, ho provato il dolore misto al piacere. Lui era entusiasta di me, era letteralmente preso, fin quando non scoprii che quell’entusiasmo non era per me, ma del mio corpo. Una sera mi ritrovai come sempre a casa sua, quella sera avevo intenzione di ragionare e di chiedergli alcune spiegazioni sul nostro rapporto. Mentre cominciavo a porre le mie questioni lui chiuse la porta a chiave e mi diede uno schiaffo che mi fece cadere a terra; prese un taglierino che stava sopra la scrivania e si avvicinò a me, mi tirò su per i capelli e disse “tu sei solo una troia, e ora sei la mia schiava del sesso” Mi puntò il suo taglierino alla gola e disse “e ora fammi una pompa” E io tra le lacrime ho scoperto quest’altra forma di piacere… Quel giorno lui fece di me tutto ciò che voleva. Da quel giorno non passo molto tempo e io compii i miei 18 anni, e con amara sorpresa ricevetti anche un regalo da lui: si chiamava Michele Ebbene si, io non ebbi il coraggio di abortire questo figlio ma per salvarmi la faccia e la sua gli imposi di sposarmi…stranamente accettò Volevo garantire una famiglia per questo povero figlio nato da una violenza, figlio mio che mi sono cercato io, che ho voluto avere io. So che non avrà tutto l’amore di questa terra, sono sicura che suo padre lo guarderà sempre come causa della sua vita rovinata, arrivato all’improvviso. adesso ho sentito davvero cosa provavano quei diciottenni quando li trattavo io così sto crescendo un figlio nato da una violenza, ho sposato colui che mi ha violentato, ho 18 anni e non ho potuto finire la scuola per tener su questo figlio….ho rovinato la mia carriera, le mie ambizioni e la mia vità per colpa sua... ...Il fatto è...che io lo amo…” |
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